Nella
prima metà dell'Ottocento il naturalista Carlo Vittadini
classificò un tartufo molto apprezzato nei secoli dalle nostre
popolazioni e che ha il suo habitat naturale nel comprensorio dei
Monti Picentini, associato prevalentemente a pianta di faggio o
pino nero, tale tartufo fu denominato
"Tuber mesentericum Vitt" o "Tartufo
nero di Bagnoli".
E' un tartufo dall'odore penetrante e negli ultimi anni sta riscontrando
sempre più il favore del pubblico e la fascia degli estimatori.
Da anni, nell'ambito dei programmi delle sagre autunnali nell'ultimo
week-end di otobre, a Bagnoli Irpino si tiene una mostra mercato
di questo pregiato prodotto con un successo di pubblico sempre crescente.
La produzione di Tuber mesentericum, stimata qualche anno fa dal
nostro Comune, si aggira attorno ai 15000 kg a
stagione.
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Il
Tuber mesentericum è presente sui Monti Picentini in terreni
a pH sub-acido o neutro sotto varie piante quali il faggio, il carpino,
il nocciolo selvatico, ma anche sotto conifere da rimboschimento
(pino nero).
La raccolta dei tuberi viene fatta in autunno-inverno fino a primavera.
Ha scorza bruno.nerastra con verruche piramidali non molto grandi,
screpolate e poco rilevate. La polpa varia dall'ocra al bruno e
al grigio ed è armonizzata da venature bianche.
Il sapore è squisito, gradevole, morbidamente amaro, molto
appetitoso; per assapoare il suo aroma andrebbe consumato crudo
a fettime sottilissime, sparse su mille pietanze, al sapore delle
quali si amalgama, conferendo all'insieme un gusto inimitabile. |